STUDIO PEDIATRICO ADAMELLO

PEDIATRIA DI GRUPPO LAINATE

Mappa dello studio pediatrico: VIA ADAMELLO 14 LAINATE

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VIA ADAMELLO 14 LAINATE

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Lunedìdott.DAMIANI

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dott. MIOTTO

DALLE 10 ALLE 13
dott:SENALDI

DALLE 10.30 ALLE 13.30
Martedìdott.DAMIANI

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Mercoledìdott.DAMIANI

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SabatoCHIUSOCHIUSOCHIUSO
DomenicaCHIUSOCHIUSOCHIUSO
 

Organizzazione di studio

 

Servizi

CONSIGLI PRATICI e IMPORTANTI

1.
Segui il programma di visite che il tuo pediatra suggerisce.
Scelto il pediatra e preso il primo contatto,seguite le scadenze dei “tagliandi” per controllare salute, crescita e sviluppo del bambino, e anche per parlare dei piccoli problemi di ogni giorno, programmare l’allattamento e lo svezzamento, organizzare il calendario delle vaccinazioni. Questi schemi sono stabiliti dai pediatri di comune accordo con le autorità sanitarie regionali .
Se il bambino o la bambina non hanno particolari problemi non è necessario chiedere visite supplementari, però evitate di saltare i “tagliandi” perché potreste ridurre l’efficacia di un dialogo costante con il pediatra.

2.La puntualità è un vantaggio per tutti.
Il vostro pediatra cerca di organizzare in maniera ordinata la sua attività dandovi un appuntamento e, cerca di non costringere genitori e bambini a lunghe, e spesso faticose, soste in sala d`attesa. Nello svolgimento di una normale giornata di ambulatorio pediatrico non sempre è possibile prevedere tutto quello che può capitare, come pure non sempre una famiglia riesce a spostarsi e ad organizzarsi come vorrebbe. Per questi motivi ci possono essere dei piccoli ritardi; se questi sono ragionevoli, non ci saranno perdite di tempo e disfunzioni e, di conseguenza, l`assistenza che il pediatra potrà offrirvi sarà migliore. Ma se molte famiglie arrivano in ritardo (oppure molto in anticipo) ostacoleranno l`attività del pediatra e peggioreranno la qualità del suo lavoro. Se avete qualche problema con il vostro appuntamento perciò avvertite per tempo lo studio del pediatra.

3.Impariamo ad usare il telefono.
Il vostro pediatra trascorre al telefono una parte consistente della sua giornata di lavoro e voi stessi sapete quanto sia importante parlare con lui in caso di necessità. Non trascurate di comunicargli quello che vi sembra indispensabile, ma quando gli telefonate, ricordatevi sempre che state consultando un medico a cui fanno riferimento centinaia di famiglia.
È meglio perciò che le telefonate siano:
- il più brevi possibile, per non impedire ad altri genitori di mettersi in contatto con lui;
- documentate: procuratevi carta e penna per prendere appunti, ricordatevi di dirgli con precisione tutto quanto è necessario (qual è la temperatura in quel momento, per esempio, oppure quanto tempo è che non sta bene, quali sono esattamente i vostri dubbi ecc.);
-nel momento giusto: voi conoscete le abitudini e le modalità con cui il vostro pediatra organizza il suo lavoro; telefonategli, se è possibile, negli orari che lui vi ha suggerito;
- pertinenti: chiedetegli al telefono solo cose che vi sembrano importanti.

4.meglio soli...
Una famiglia numerosa e sempre disponibile con i bambini è una fortuna , così come è bello vedere i fratellini che assistono alla visita di un neonato. Non dimenticate però che ogni consultazione con il vostro pediatra richiede attenzione e concentrazione; per voi è importante essere esaurienti, per il pediatra è indispensabile visitare con calma, riflettere su quello che ha visto, prendere decisioni importanti, a volte in pochi minuti. Per questo troppe persone in ambulatorio potrebbero diventare un problema. Perciò vi consigliamo di non affollare la sala d`attesa e l`ambulatorio del vostro pediatra; le troppe chiacchiere e la confusione non vi aiuteranno a capire e farvi capire. E poi, ricordatevelo, i genitori siete voi e a voi soli spetta prendere le decisioni; nonni, zii, zie, amici e baby sitter saranno i benvenuti a casa, ma vi farete accompagnare da loro alle visite solo se potranno esservi di aiuto.

5. meglio consultare il pediatra prima di precipitarsi in ambulatorio
Uno dei pregi maggiori della pediatria di famiglia è di essere un servizio specialistico gratuito e direttamente accessibile per chiunque, senza liste d’attesa, burocrazia e tickets. Tutti hanno il diritto di consultare il pediatra come e quando vogliono; il pediatra ha il dovere di starvi ad ascoltare e intervenire, per quello che può e sa, a difesa della salute di vostro figlio. In un rapporto così libero si possono però verificare abusi e incomprensioni; a volte i genitori scambiano per problemi quelli che sono fenomeni banali e decidono di recarsi dal pediatra e chiedergli di visitare il piccolo paziente più spesso di quanto non sia utile. Se queste richieste si moltiplicano o si concentrano tutte in un breve periodo di tempo (l’ora in cui i bambini escono da scuola, la stagione dei raffreddori o delle influenze) si possono creare situazioni spiacevoli: l’ambulatorio si affolla all’improvviso, il lavoro diventa difficile e frettoloso, può addirittura capitare che, nella confusione, si trascuri un bambino che ha veramente bisogno.
È facile evitare questo tipo di inconvenienti: se avete un problema, se vi assale un dubbio, è meglio sentire il pediatra per telefono, prima di precipitarsi in ambulatorio. Può darsi che una breve chiacchierata basti a dissipare le ansie e a sciogliere i dubbi, con grande risparmio di tempo e di fatica per tutti.

6.Accertamenti e analisi solo se necessari.
Accade frequentemente che i genitori, per rassicurarsi sullo stato di salute dei propri figli, chiedano di fargli fare “tutte le analisi”. Diciamolo subito con franchezza: è una richiesta che non sta né in cielo né in terra. Un`analisi di laboratorio ha valore solo se ci aiuta a rispondere ad una domanda precisa: “All’origine di questo o quel sintomo c’è una malattia o non c’è?” Esistono analisi “giuste”, scelte con cura per rispondere ad ogni dubbio diagnostico, ma le analisi fatte “a caso” in un bambino in cui non c’è nessun sintomo da spiegare, seguendo un elenco più o meno standardizzato, non servono a nulla. Sono uno spreco di tempo, di denaro e portano spesso angosce e paure ingiustificate. Lasciate che a decidere sia il vostro pediatra, sempre e soltanto quando avrà un vero dubbio o vorrà approfondire una diagnosi.

7.Non andate mai in Pronto Soccorso per problemi che possono essere rimandati e valutati dal pediatra. L’ospedale, è fatto per le malattie importanti, il pronto soccorso per curare le urgenze e cercare di salvare la vita di chi rischia di perderla; non è giusto intasarlo per un mal di gola, un po’ di febbre o qualche macchiolina. In ospedale ci si va quasi sempre di corsa, ma, se i sintomi non sono gravi, si rischia poi di fare lunghe code per dare la precedenza a chi sta male sul serio. Quando arriva poi il momento di essere visitati, spesso la risposta é (necessariamente) frettolosa e il consiglio è... rivolgetevi al vostro medico. Tanto vale aspettare; l'ambulatorio non può essere aperto 24 ore, spesso sarà necessario rimandare la visita al giorno dopo, ma a volte aspettare serve anche a avere un quadro clinico più chiaro e quindi a capire meglio.

8.Non rinunciate troppo presto al vostro pediatra
Il nostro Servizio Sanitario Nazionale offre l’opportunità di far assistere i bambini da uno specialista in pediatria fino al compimento dei 14 anni, sarebbe sciocco non approfittarne.
In realtà un adolescente, anche quando è recalcitrante e restio a mescolarsi alla folla dei poppanti, è sempre ancora un po’ bambino. Se ne accorgono bene le mamme e i papà che si trovano alle prese con i tredicenni e i quattordicenni: ragazze che cominciano a truccarsi un po’ o ragazzi con la voce da uomo e qualche peletto di barba, che però sono ancora nella “fase evolutiva”, cioè cambiano da un giorno all’altro. Il pediatra è il medico specialista del cambiamento, ecco perché conosce meglio di altri le problematiche degli adolescenti.
Qual è allora il confine, il limite di quella che, burocraticamente, si chiama l’“età pediatrica”? In molti paesi questo limite è stato portato ai 18 anni, cioè al compimento della maggiore età. Anche in Italia potrebbe essere così, ma per ora il pediatra può assistere ragazzi fino a 14 anni.

• DIRITTI E DOVERI
Usufruire dell`assistenza pediatrica pubblica è un diritto di tutte le famiglie italiane e fa parte del diritto alla salute sancito dalla Costituzione; altri Paesi hanno Sistemi Sanitari pubblici simili al nostro (sono i migliori, perché garantiscono cure accessibili per tutti senza discriminazioni), ma nessun altro ha una rete di pediatri come la nostra: 7.000 specialisti sparsi su tutto il territorio nazionale che assistono molti milioni di bambini e bambine. I pediatri sono al “servizio” della famiglia, ma non per questo sono tenuti a fare tutto quello che viene loro richiesto. Per esempio sono nel pieno diritto di rifiutare certificazioni di comodo o di trascrivere ricette di altri medici privati il cui contenuto essi non condividono.

• E LE VISITE?
Ciascuna famiglia ha diritto di chiedere che il pediatra visiti il proprio figlio senza pagare nessun onorario o ticket. Tuttavia il medico valuta ogni volta le richieste con la sua preparazione professionale e cerca di indirizzare al meglio le richieste dei suoi “clienti”; a volte può (e deve) anche dire di no. Per esempio se la richiesta è incongrua o, se pure fortemente voluta dai genitori, contraria agli interessi del bambino.

• RICETTE & CERTIFICATI
Le ricette, scritte sul modulo stampato in rosso che tutti conoscono, sono il lasciapassare per il laboratorio di analisi o un buono d`acquisto per la farmacia; ogni ricetta è perciò un assegno che il medico firma per conto del Servizio Sanitario (cioè di tutti noi) e di cui si assume la responsabilità. Ecco perché non trascriverà volentieri prescrizioni di altri medici da lui non condivise e di cui potrebbe dover rendere conto alla sua Azienda Sanitaria.
I certificati, viceversa, sono sempre troppi, spesso superflui, alcuni gratuiti, altri a pagamento. Per lo più hanno rilevanza economica e legale: ad esempio quelli che consentono ai genitori di stare a casa se hanno un figlio malato. Questi giorni sono a disposizione in caso di necessità, non sono un supplemento di ferie, come alcuni credono. Ecco perché il pediatra si troverebbe in imbarazzo se ricevesse una richiesta di certificato... facile o di fantasia.