Gruppo Pediatria Dott. DI GIULIO & D.ssa D'ERAMO

Specialisti in Pediatria

FAQ - risposte a domande frequenti

Con la febbre si puo' uscire?

Si! Perchè un bambino può uscire sempre. Uscire magari non vuol dire andare a SCUOLA/ASILO. Trenta bambini che respirano in un’unica classe chiusa, con riscaldamenti accesi, rappresentano una bomba infettiva. Ogni bambino sano si può ammalare 4-5 volte ad inverno, moltiplicato per 30 (il numero dei bambini di una classe) vuol dire 120-150 volte in cui in classe ci sarà almeno un bambino che emette, con tosse o starnuti (1 starnuto contiene 100.000 particelle virali), milioni di goccioline infette e che vengono respirate da tutti gli altri! Quindi: “Se ha la febbre è malato", “Se non ha la febbre è sano", pertanto può andare a scuola anche se ha la Tubercolosi (“tanto non ha la febbre, quindi può uscire...”)!!!
L’aria aperta è il posto migliore per proteggere i bambini: all’aperto le persone sono più lontane e le loro goccioline vengono rapidamente allontanate (se poi c’è vento…, meglio! Vengono allontanate molto prima), ma l’aria aperta è il posto ideale soprattutto perché c’è il sole. Il sole è il più grosso disinfettante della natura! Il miglior antibiotico! I suoi raggi (non quelli che passano attraverso i vetri) uccidono un’infinità di germi e virus ed è per questo che i materiali chirurgici vengono disinfettati con lampade ultraviolette. Queste lampade non fanno altro che riprodurre una frequenza della luce solare che tutti noi abbiamo in abbondanza e gratuitamente ogni giorno! In piu' abbiamo il vantaggio di vivere al mare: il sole e l’aria ricca di ossigeno sono sicuramente salutari. Inoltre, quando ci si trova in località marine, accade più frequentemente di mangiare pesce o molluschi, ricchi di iodio, oppure alimenti coltivati su terreni abbondanti di questo elemento.
Il “colpo d’aria” o “di vento” o “di freddo”, quindi, non c’entra niente e non fa “venire la bronchite”, anzi la probabilità di respirare le goccioline infette è molto più alta in un ambiente piccolo, poco areato dove respirano più persone e dove magari c’è il riscaldamento (che da solo può irritare, seccare, le mucose respiratorie), per non parlare del fumo di sigaretta che è un vero Killer dei bambini! Ai primi freddi, si chiudono diligentemente i bambini in case dove si fuma o s'è fumato! Polveri sottili e sostanze tossiche (per la gran parte cancerogene) delle sigarette albergano nelle case su tappeti, tendaggi, vestiti e moquette. Anche se il locale è stato arieggiato.

Con la febbre posso portarlo in ambulatorio? La visita domiciliare rappresenta una pratica assistenziale codificata e razionale nel mondo?

E' assolutamente infondato il timore che fare uscire un bambino con febbre comporti dei rischi. Chiaramente non è il caso di portarlo ai giardinetti, al mare o a fare una gita come se niente fosse. Ma può uscire per andare a casa dei nonni se i genitori debbono andare a lavorare o per essere accompagnato dal pediatra. D'altronde se non è un problema accompagnare il bambino febbrile in ospedale nei giorni festivi o quando ci si trova in vacanza fuori città, non si capisce perchè ci si debba comportare in altro modo nei confronti del Pediatra di Famiglia. A questi spetta, per contratto, l'ultima parola e la decisione circa l'opportunità di una eventuale visita domiciliare "di cortesia".
Presso altre culture (Paesi nord-europei, paesi cioè con un clima sicuramente più rigido del nostro) bambini con temperatura febbrile anche elevata vengono trasportati dai genitori in bicicletta o con mezzi pubblici all’ambulatorio del pediatra.
Consultando qualsiasi trattato di patologia medica o di pediatria non si troverà alcuna indicazione che contrasti con la possibilità di esporre brevemente il soggetto all’ambiente extradomestico.
Solo in Italia, con le solite differenze latitudinali, c'è questa errata percezione.
Reperire dati specifici sul tema è molto difficile in quanto il concetto stesso di visita domiciliare per malattia acuta febbrile è praticamente sconosciuto in tutte le altre culture in cui esista un sistema assistenziale pubblico o privato.
LA EVENTUALE NON DISPONIBILITA' A VISITA DOMICILIARE NON SIGNIFICA MAI NEGAZIONE DELLA PRESTAZIONE E SEMPRE, INVECE, OFFERTA DI ASSISTENZA AMBULATORIALE!
D'altra parte è importante che un bambino malato venga assistito bene ed in tempi rapidi, non certo dove!

Lettura dei "bugiardini"

I bugiardini (Vi siete mai domandati perchè si chiamano così?) li fanno belli lunghi contemplando tutti i possibili (compresi quelli impossibili) effetti collaterali proprio per pararsi da... ogni eventualità!

Fa male fare radiografie (per esempio del torace o ad ogni minimo trauma) ai bambini?

Ogni anno in tutto il mondo vengono eseguiti 5 miliardi
di test di imaging. Nei Paesi industrializzati l'esposizione radiologica del cittadino medio è l'equivalente di 150 radiogafie del torace l'anno pro-capite. Il rischio dell'esposizione a radiazioni ionizzanti è 4 volte maggiore nei bambini minori di un anno rispetto agli adulti. La tiroide è sensibilissima alle radiazioni. Si parla di "danno biologico" da radiazioni potendo, queste, favorire l’insorgenza di patologie, in particolare le malattie tumorali, leucemiche e alterazioni genetiche
La legge 26 maggio 187/2000 regola l'uso medico delle radiazioni ionizzanti. In particolare vieta le esposizioni non giustificate e le sanziona (a chi prescrive e chi esegue) fino all'arresto.
Pensateci prima di pretendere radiografie a sproposito!

Cos'è il tampone faringeo?

C'è molta confusione e scarsa conoscenza tra i genitori. Generalmente serve ad individuare Streptococchi BEGA attraverso esame colturale. Sarebbe bene che fosse il medico, piuttosto che il chiacchiericcio inconsapevole, a decidere quando effettuarlo e quando e come trattare.

-E' bene sapere che esistono positivi asintomatici e
negativi sintomatici

-E' bene sapere che anche un ritardo di terapia fino a
9 giorni non comporta maggiori rischi di
complicazioni nè di fallimenti terapeutici, nè di
ricorrenza.

-Rallentare l’inizio della terapia antibiotica anche
di 2 o 3 giorni sembra ridurre la frequenza delle
recidive, senza aumentare il rischio di complicanze.
Quindi non è necessario essere precipitosi
nell’avviare la terapia.

-Esistono portatori sani (soprattutto tra i più
grandicelli) che non vanno nè ricercati nè trattati.
Questi non hanno un rischio di complicazioni
aumentato nè di aumentata contagiosità. Unico caso da
valutare, per eventuale terapia, può essere una
riacutizzazione che potrebbe esser dovuta ad un nuovo
sierotipo.

-NON E' necessario <3 anni
-NON E' raccomandato in età pediatrica se il test
rapido è negativo
-NON E' raccomandata la ripetizione del tampone dopo
la risoluzione dei sintomi a fine terapia. Sappiamo
già che il trattamento antibiotico non elimina il
germe dalla gola del 100% dei trattati, ma ottiene la
guarigione clinica, l’unica che conta veramente.
Ripetere il test serve solo a favorire il generarsi
di ulteriori inutili cure e controlli.
L’importante è che il bambino stia bene.

-Può servire nei seguenti casi:
1)Bambini sintomatici soprattutto nella fascia 3-6
anni 2)Febbre reumatica nello
stesso gruppo familiare o collettività ristretta
3)Casi di Febbre reumatica o Glomerulonefrite acuta
in ambito scolastico 4)Focolai d'infezione su ferite
chirurgiche 5) Infezioni invasive da SBEGA

DIAGNOSI CLINICA: [vedere FOTO TIPICHE nella sezione
documenti]

Il punteggio di McIsaac [questo punteggio da solo non dà una diagnosi certa (il pediatra più bravo indovina al massimo nell’80% dei casi); serve ad aumentare il sospetto clinico e a guidare la scelta successiva: fare o meno un tampone, per una diagnosi definitiva]

temperatura >=38°C 1
assenza di tosse 1
Linfonodi del collo gonfi e dolenti 1
Tonsille gonfie con placche 1
Età 3-14 anni 1
Totale 0-5
• Si assegna un punto per il criterio dell’età e uno a ogni segno e sintomo presentato dal bambino,
• Si sommano tutti i punti e si ottiene un punteggio finale che può variare da 0 a 5.
• In caso di punteggio basso (0-1) è improbabile che ci sia un’infezione
• In caso di punteggio elevato invece (4-5) la diagnosi di faringotonsillite streptococcica è molto più probabile.
Oltre a questi segni può esserci cefalea spesso in anticipo sugli altri sintomi

-Come sempre, evitare di esporre il bambino al fumo di
sigaretta, all’inquinamento da gas di scarico delle
auto, evitare l’umidità nelle abitazioni ha valore
preventivo.Utile mantenere separati durante il
periodo dell’infezione stoviglie ed altri oggetti
simili del paziente, possibili vettori del batterio.
Allo stesso modo è bene non condividere cibo, piatti,
tovaglioli, bevande …
E’ importante coprirsi bocca e naso durante uno
starnuto per limitare la diffusione dello
streptococco A e potrebbe valer la pena di cambiare
spazzolino da denti passati i primi giorni di
antibiotico

-Come sempre, i genitori che volessero farlo
comunque,ad esempio prima dei 3 anni di età,
possono ricorrervi a proprie spese (compresa
l'eventuale terapia) senza pretendere il tutto
su "ricetta rossa"